La comunicazione del Cane   (1)

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Comunicare significa trasferire una informazione da un soggetto a un altro. Per questo motivo la comunicazione deve essere chiara e comprensibile.
In queste poche parole è racchiusa tutta l’importanza e tutta la difficoltà del comunicare, soprattutto se i due soggetti che comunicano non appartengono alla stessa specie (comunicazione interspecifica).
Perché la comunicazione raggiunga il suo scopo, il ricevente deve essere in grado di comprendere i segnali e di trarre le informazioni necessarie, questo si verifica se i segnali sono coerenti, cioè quello che il cane ricevente vede con gli occhi deve combaciare con quello che sente con l’udito, e con quello che percepisce con l’olfatto. Se tutto si incastra perfettamente il puzzle è completo, i membri del branco si capiscono e si comporta in modo conforme alla situazione che devono affrontare.
Il bello della comunicazione animale, in particolari se si tratta di soggetti appartenenti alla stessa specie (comunicazione intraspecifica), è la sincerità dei messaggi inviati; perché le informazione che arrivano dalle posture del corpo, dagli odori, e dai rumori, (comunicazione metaverbale: comunicazione che si basa sulla gestualità, sulla mimica, sulle posture e sugli atteggiamenti) sono sempre veritiere.
I problemi insorgono quando l’uomo, comunica con il suo cane, perché lo fa come se stesse comunicando con un’altra persona, utilizza le parole (comunicazione verbale) nella speranza o illusione che queste siano comprese dall’animale. Invece il nostro fedele amico, come ho detto, da molta più importanza al linguaggio del corpo, agli odori che emettiamo in relazione al nostro stato d’animo, che non alle nostre parole; questo è uno dei motivi principale di incomprensione.
Pensate a quando un proprietario chiama il suo cane e questo non viene, lo richiama più forte, allettandolo con paroline dolci ("vieni piccolo, su dai fai il bravo") e al tempo stesso assume un atteggiamento adirato (in piedi, il busto eretto con uno sguardo di sfida), il tono della voce è apparentemente suadente, in realtà tradisce il disappunto di non essere ascoltato, e il cane cosa farà secondo la sua logica, non si avvicinerà al proprietario, anzi, se potrà si allontanerà ancora di più. Cosa è successo? Essendo il messaggio verbale incongruente con l’atteggiamento del proprietario (comunicazione metaverbale), il cane si fiderà di più di quest’ultimo e deciderà di non avvicinarsi a un uomo così adirato.

 

L'IMPORTANZA DEI SENSI NELLA COMUNICAZIONE

Il cane utilizza i sensi per ottenere delle informazioni sugli altri esseri viventi, e per inviare a sua volta delle informazioni; per questo motivo i suoi sensi sono molto sviluppati. Di questo l’uomo ne è conscio e sfrutta le capacità di percezione sensoriale del suo fedele amico a proprio vantaggio per: la caccia, la ricerca dei tartufi, di persone scomparse o sepolte sotto macerie e valanghe, della droga, o più semplicemente per la guardia all’interno della proprietà privata.

L’olfatto è uno strumento validissimo con il quale il cane può ricevere un sacco di informazioni sull’ambiente esterno, sui suoi consimili e anche sull’uomo (per questo quando incontra una persona lo ispeziona da capo a piedi con il suo potentissimo naso).
Le informazioni sullo stato psico-fisico del cane sono inviate con i feromoni, sostanze chimiche prodotte a livello di diversi organi:

1

le ghiandole anali;

2

le ghiandole perianali;

3

il condotto uditivo esterno (produce cerume);

4

la pelle di tutte le zone del corpo, in particolare quella della parte dorsale della coda;

5

cuscinetti plantari.

Inoltre i feromoni si trovano nel materiale fecale (al passaggio delle feci le ghiandole perianali rilasciano il loro contenuto), nelle urine [per questo motivo il cane emette piccole quantità di urine (marche) quando si trova in certi ambienti ricchi di odori di altri cani o in passeggiata, può arrivare anche a 80 marche in 4 ore], e nelle secrezioni vaginali.
Con la voce il cane comunica qualcosa ai suoi consimili e all’uomo con cui vive. Molti suoni sono frutto di un apprendimento e della vita con l’uomo (uno è l’abbaio), infatti il cane domestico usa di più la voce che non i canidi selvatici e il lupo.
Ci sono razze più rumorose per esempio il cocker; altre più discrete: il chow-chow, le razze da lavoro, i levrieri; altre razze mute: il basenjis (questo per una particolare conformazione anatomica della laringe).
La comunicazione visiva utilizza le posture del corpo, la mimica facciale, i movimenti.
In questa è coinvolto tutto il corpo: la testa, gli occhi (sguardo), le orecchie, i denti, la coda; nella comunicazione visiva rientrano le posture del corpo e degli arti, l’evidenziazione di certe zone del corpo, la piloerezione.
Anche il tatto è coinvolto nella comunicazione; il cucciolo comunica molte cose alla madre attraverso il tatto (es. il riflesso di intruffolamento); da adulto il cane usa il tatto solo in certe situazioni: quando due cani si incontra, quando si toccano il naso, quando dormono vicino a contatto o durante il gioco. 

 

1.CANE DOMINANTE

Il cane si presenta ben piazzato sui quattro arti, le zampe sono distese, la testa è portata alta, le orecchie sono diritte (segnale meno evidente nei soggetti con le orecchie pendenti, come in questo caso), come la coda; lo sguardo è diretto, e non mostra esitazione.
Il cane assume un aspetto che lo fa sembrare più imponente

2. IL CANE SOTTOMESSO

La testa del cane e' abbassata, la coda e' portata tra le gambe, le orecchie sono schiacciate sulla nuca, lo sguardo e' defilato.
Il cane cerca di farsi più piccolo.

 

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