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ABBANDONO
ESTIVO
(Luciana Bianchi)
M'hai insegnato ad
attenderti, paziente,
quand'andavamo insieme per le spese:
così aspettavo, seduto fuor dell'uscio
poiché (era scritto), lì non potevo entrare.
Abbiam giocato anche,
più volte, a nascondino:
ma ti trovavo sempre (ho naso fino);
ma quando la pallina anche ieri m'hai tirato,
perché non l'hai ripresa e te ne sei andato?
Che strano, il posto
dove m'hai lasciato.
la strada e' dritta, non c'e' il panettiere,
ne' c'e' il lattaio, neppure il salumiere
(e non capisco neanche perché mai
ci siamo andati in auto, a far spese).
Ora, comprendo, sarai
indaffarato
o qualche impedimento t'ha bloccato;
ma io son stanco qui di rimanere,
il sole e' caldo, ho sete, vorrei bere.
Sono già stanco
pure d'abbaiare.
Il sole picchia, mi par di morire.
In lungo e in largo sulla strada ho cercato:
con ansia e affanno, tracce tue non ho trovato.
Perché non torni
ad abbracciarmi, Amico?
Le coccole mi mancano, più ancora della pappa.
Beh, sai cosa ti dico? Io, come sempre,
me ne starò buono qui e t'aspetto.
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